Agroecologia in Valpolcevera

L’agricoltura in Valpolcevera ha una vocazione locale, a chilometro zero, e può contribuire alla  salvaguardia del territorio e delle tradizioni locali.

La Valpolcevera è un territorio prevalentemente rurale che ha avuto in passato una forte vocazione agricola, con piccole attività familiari e aziende diretto-coltivatrici, in un contesto “montano, svantaggiato o marginale”, secondo la definizione utilizzata nei documenti europei per le politiche di sviluppo rurale.

Attualmente questa tradizione si è molto indebolita, in quanto gli agricoltori anziani non ce la fanno più a continuare la loro attività, mentre i giovani, che in alcuni casi sarebbero interessati ad avviare piccole aziende contadine, incontrano notevoli difficoltà per una serie di motivi:

  1. la terra, anche se spesso incolta e abbandonata, non è facilmente disponibile
  2. le normative fiscali e igienico-sanitarie, che possono andare bene per le grandi aziende, sono spesso troppo onerose per i piccoli produttori dell’agricoltura contadina
  3. la commercializzazione dei prodotti dell’agricoltura contadina è difficile a causa della concorrenza della grande distribuzione organizzata.

Di conseguenza viene a mancare per i giovani una importante opportunità di lavoro.

Inoltre il territorio, sempre meno curato, è soggetto ad un forte rischio idrogeologico e ad una forte marginalizzazione sociale e culturale.

Per questi motivi abbiamo deciso di costituire un comitato promotore del progetto “Sviluppo di politiche rurali in Valpolcevera”, allo scopo di sensibilizzare le istituzioni, ma anche di cominciare a fare qualcosa di concreto attraverso forme di auto-organizzazione dei cittadini.

E’ stato anche elaborato un documento quadro che descrive le motivazioni, gli obiettivi e le principali azioni previste. Consulta il documento quadro del Comitato per le politiche di sviluppo rurale in Valpolcevera. Sviluppo rurale in Valpolcevera_rev 22 mag 2017

Nel mese di marzo 2018 è stato elaborato un ulteriore documento programmatico, in collaborazione con una Rete di agricoltori delle valli liguri  e piemontesi. Consulta il documento programmatico.

Gli obiettivi principali sono quattro:

  • una migliore conoscenza della realtà dell’agricoltura contadina in Valpolcevera
  • il coinvolgimento dei portatori di interesse: Comuni, Municipi, Camera di commercio,  GAL genovese*, associazioni dei coltivatori, associazioni dei consumatori, gruppi di acquisto solidale (GAS), altre associazioni, scuole, università, addetti alla ristorazione collettiva
  • iniziative di tipo informativo e culturale nei diversi Comuni e Municipi del territorio e nelle scuole, al fine di creare nella popolazione una maggior consapevolezza: a) delle funzioni sociali e di difesa del territorio proprie dell’agricoltura contadina e b) dei rischi per la salute e la sicurezza alimentare e dei rischi di tipo idrogeologico connessi con l’abbandono dell’agricoltura contadina
  • iniziative concrete di sostegno ai piccoli produttori dell’agricoltura contadina:
    • Mercati dell’agricoltura contadina nei Comuni o nei Municipi
    • Sviluppo di GAS (gruppi di acquisto solidale) e di reti di GAS, allo scopo di creare delle comunità a supporto dell’agricoltura locale, sul modello delle CSA (Community supported agriculture)
    • Sviluppo di reti di impresa
    • Sviluppo di sistemi di piccola distribuzione organizzata, basati in parte sul volontariato e in parte su lavoro retribuito.

In primo luogo serve una migliore conoscenza della situazione esistente nella Valpolcevera. A questo scopo non è sufficiente una semplice “mappatura” delle aziende, ma occorre una capacità di leggere il territorio e le esperienze in esso presenti. Il Comitato promotore intende quindi collaborare con altri Enti  o con altre esperienze che stanno perseguendo lo stesso obiettivo (Enti locali, GAL*, reti dell’altraeconomia, associazioni di promozione sociale).

 

* GAL (gruppo di azione locale): partenariato pubblico-privato, avente come capofila la Provincia e come altri partner pubblici la Camera di commercio e altri enti (ad es. parchi nazionali o regionali); come partner privati possono essere presenti AIAB, Confcooperative, Confederazione italiana agricoltori, Federazione coltivatori diretti ecc.